Viaggiare con i bimbi: il viaggio on the road

Tra tutti i viaggi possibili, devo dire che l’on the road è il mio preferito, un po’ perché trovo che viaggiare in macchina sia estremamente rilassante, un po’ perché si può vedere tanto con la libertà di scegliere l’itinerario. Quando ho conosciuto mio marito lui era fermamente convinto che aereo/treno e arrivo in grande città fosse il più comodo e migliore dei viaggi, ma l’ho convinto subito a cambiare idea con un on the road in Francia che non ci dimenticheremo mai!

Inoltre vivendo sempre in movimento e con i parenti lontani, la macchina è per noi un componente in più della famiglia e i bimbi da subito sono stati abituati a starci anche per molte ore. Per questi motivi devo dire che non sono una di quelle mamme che scarta a priori l’idea di un viaggio on the road anche avendo dei bimbi piccoli.

Il segreto è ovviamente quello di riuscire a trovare un giusto equilibrio tra la sopportazione dei bimbi e il programma di viaggio, senza dover per forza seguire totalmente i ritmi dei piccoli, ma dando delle valvole di sfogo che rendano il momento in macchina più semplice.

Regola principe, in particolare quando si hanno bimbi piccoli, è di scegliere di muoversi nei momenti dedicati alla nanna, avendo cura di utilizzare dei seggiolini e delle alzate comode, che magari si possano reclinare. La macchina poi è per antonomasia il mezzo di trasporto più soporifero, quindi non sarà difficile seguire questa regola, anche se per esperienza personale devo dire che il mio secondogenito fintanto che stava girato rispetto alla strada ha strillato non poco, probabilmente gli veniva mal d’auto ma era ancora troppo piccolo per potermelo spiegare.

Nanna durante gli spostamenti

Nanna durante gli spostamenti

Regola numero due: avere sempre a portata di mano qualcosa che li tenga impegnati, che siano giochi, cibo o bevande. Io mi sono organizzata con una scatola di libri, peluche, lavagna magica (ora che sono cresciuti dovrei rivederne un po’ il contenuto…) che ho piazzato in mezzo ai due nani e da cui si possono servire a loro piacimento; per cibo e bevande invece tendo a non offrirne, ma ad aspettare gli stop, tenendo comunque a portata di mano acqua e cibi secchi.

La musica poi è un’alleata invincibile e non per forza deve essere musica dedicata a loro, se abituati, infatti, i bambini apprezzano pure la musica “da grandi” soprattutto se si parla di brevi tratti,  anche se ovviamente le loro canzoncine sono più valide per intrattenerli a lungo.

Bimbi un po’ più grandi (direi dai tre/quattro anni) si intrattengono molto facilmente con giochi del tipo “chi vede per primo…?” o “dov’è…?” che possono poi sfociare nei giochi della fantasia del tipo “in quella casa vivono…?”  “il signore di quella macchina lavora….?”

Se volete fare lunghi tratti di strada, pensate al tablet con dvd e/o video, ma non li utilizzate subito, solo come ultima risorsa, altrimenti farete perdere ai vostri bimbi il bello di un viaggio on the road.

Regola numero tre: cercate di sostare sempre in aree dove vi sia qualche giochino, una zona di sfogo, qualcosa dove poterli lasciare a ricaricarsi, soprattutto se fate lunghi tratti. Per quanto riguarda la Francia devo dire che è davvero facile e non serve nemmeno documentarsi più di tanto, perché quasi dappertutto i bambini hanno aree dedicate come quasi tutti i ristoranti hanno il menù enfant, sedie rialzate e/o seggioloni.

Parco giochi a Nantes,

Parco giochi a Nantes,

Una cosa che ho notato è che quando il viaggio è a tappe è molto destabilizzante per i bambini il fatto di cambiare spesso luogo dove dormire. Anche quando abbiamo fatto la Bretagna in camper, dove quindi il letto era sempre lo stesso, ma si cambiava luogo ogni sera, per i primi giorni è stato difficile per loro adattarsi e c’è voluto un po’ per trovare un equilibrio generale. La cosa più semplice per evitare, o quantomeno smorzare, il problema è parlarne in anticipo, spiegare tappa per tappa, renderli partecipi dell’organizzazione del viaggio e magari fargli scegliere cosa preferiscono fare. Altrimenti, a seconda di com’è il luogo da esplorare, si può pensare di fare 2-3 giorni in uno stesso alloggio, girare i dintorni e poi spostarsi, in modo da evitare i continui spostamenti.

Per ultimo, ma probabilmente è l’ aspetto più importante, vorrei spendere un paio di parole sull’organizzazione del viaggio on the road. All’inizio come coppia partivamo abbastanza all’avventura, senza prenotare niente, ma solo con un piano approssimativo su cosa vedere e ci piaceva poter girovagare liberi senza restrizioni; col tempo però abbiamo notato che in questo modo si rischia di spendere di più e/o di trovarsi in difficoltà sul trovare alloggi o posti dove mangiare, inoltre con i bambini secondo me è davvero infattibile partire senza almeno un piano base. Quindi il mio personalissimo consiglio è di stilare una vera e propria tabella di marcia, prenotando gli alloggi e dando un occhio per quanto riguarda il vitto, magari facendovi aiutare proprio dai vostri bimbi nella ricerca e nella scelta. Se la scelta degli alloggi è ampia oppure vi spostate in tenda o camper si può anche pensare di non prenotare, avendo però cura di decidere in anticipo le tappe da fare e dove fermarsi, in modo che non ci siano troppe sorprese in un viaggio che già ne riserverà molte.

E come al solito, non partite preoccupati e rilassatevi, se lo sarete voi lo saranno anche loro!

Eleonora

Una mamma, una moglie, che per piacere e per dovere è anche expat, viaggiatrice, cuoca. Amo imparare, condividere, chiacchierare e da tutto questo è nato il mio sito web. Se avete voglia di contattarmi per un consiglio, una richiesta, una critica o anche solo per scambiarsi qualche parola la mia mail è eleonora.gambon@gmail.com Seguitemi anche nel mio blog di famiglia, dove scriviamo le impressioni di ognuno sui nostri viaggi: http://quellochesiquellocheno.blogspot.com/

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