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Viaggiare con i bimbi: viaggio in aereo

Tutti i miei tre figli nel primo anno di vita hanno preso almeno una volta l’aereo, chi per viaggi brevi (Londra e Parigi), chi per viaggi lunghi (Zanzibar), quindi per loro è un mezzo di locomozione come un altro. All’inizio mi sembrava tutto molto complicato, ma come sempre basta un po’ di organizzazione e alla fine diventerà solo questione di abitudine. Ecco qualche treat sparso sui viaggi aerei.

Innanzitutto è bene ribadire che i bambini fino ai due anni pagano solo un costo fisso sui 20€/30€ e stanno sulle ginocchia dei genitori; nel caso voleste essere liberi potete comprare un posto in più e far sedere i vostri bimbi in seggiolini appositi, ma non so dirvi molto perché non l’ho mai fatto. Sotto i due anni non hanno diritto al bagaglio a mano, ma solo ad una borsa di 5 kg o 10 kg, a seconda della compagnia aerea, dove poter mettere il necessario per cambiarlo e nutrirlo, sembra niente, ma averla o non averla la differenza è molta se come me cercate di viaggiare con meno bagaglio possibile.

Come per gli altri tipi di viaggio giochini adatti per la loro età e snack devono essere sempre presenti, unico appunto: l’acqua, che non può essere portata dopo i controlli, a meno che non si viaggi con un bebè (0-2 anni), per cui invece si ha diritto ad avere dell’acqua che potrebbero farvi assaggiare davanti al controllore. Se i vostri figli soffrono di mal di orecchie, portate delle caramelle che possano succhiare durante la fase di decollo e di atterraggio. Per i neonati invece basta che vengano attaccati al seno o che succhino il ciuccio.

Le compagnie di bandiera o che gestiscono tratte lunghe, pensano ai piccoli ospiti con un kit di giochi e, se ci sono gli schermi televisivi, c’è sempre una sezione a loro dedicata. Non sono amante dell’utilizzo della televisione come baby-sitter, ma nei viaggi lunghi un bel cartone animato ci sta tutto…così mamma e papà riposano o guardano un film pure loro!

Cercate di farvi dare i posti vicino alle uscite di emergenza, in modo da avere spazio in più per farli muovere ed evitare le lamentele di chi si siede davanti a loro, visto che aprire e chiudere il tavolino è il gioco preferito dei bimbi in aereo! Se invece viaggiate con un neonato e se il viaggio è lungo assicuratevi che vi diano la culletta, anche se il bimbo è grande; la zona della culletta è molto larga e non c’è nessuno davanti a voi…manna dal cielo, garantisco!

Le famiglie con figli hanno diritto all’imbarco prioritario (con le compagnie low cost generalmente vi fanno passare dopo le persone che hanno pagato per imbarcare prima), è un vostro diritto quindi non abbiate paura a chiedere di poter passare, soprattutto se viaggiate con bimbi molto piccoli.

Mentre si attende di imbarcare, guardare gli aerei che atterrano e decollano è un must

La fase più complicata per i miei figli è la partenza: sono eccitati, ma devono stare seduti e non possono fare molto con il tavolino chiuso, di leggere un libro tranquilli non se ne parla, però ho scoperto che sono molto affascinati dal foglio con le spiegazioni in caso di emergenza, non ché dall’hostess che fa tutti quei gesti strani. Certo spiegare a un bambino cosa fare in caso l’aereo precipitasse potrebbe sembrare un pochino azzardato, però vi assicuro che i miei non hanno mai avuto paura e la cosa li ha sempre  piacevolmente intrattenuti; probabilmente sapere che si possa fare qualcosa in caso di emergenza rende più tranquilli loro come noi.

Anche le attese e le code (check-in, cancelli di sicurezza, imbarco…) sono dei momenti un po’ critici, generalmente li responsabilizzo facendo portar loro delle valigie o chiedendo di controllare gli schermi dove escono i gate, insomma li intrattengo in modo utile. Con il più piccolo invece un giochino o l’aiuto di uno dei due fratelli basta e avanza. Altro momento critico è il post atterraggio: bisogna raggiungere la zona del ritiro bagagli per avere il passeggino (rarissime le volte che me l’hanno lasciato fuori dall’aereo) e quindi mi sono munita di un marsupio porta-bebè per non dovermi scarrozzare in braccio per tutto l’aeroporto un piccolo nano solitamente stanco e/o eccitato e, soprattutto, avere le mani libere.

Per i vestiti, cercate di abbigliare i bambini a strati e portatevi dei cambi nel bagaglio a mano per ogni evenienza, oltre a salviette, fazzoletti e, nel caso li usaste ancora, i pannolini ovviamente. Normalmente i bagni negli aerei hanno un fasciatoio, che però non è il massimo della comodità, io mando sempre mio marito oppure cerco dei posti a sedere non occupati. Poco prima di salire sull’aereo o di iniziare la fase di decollo la pausa bagno è vitale, perché altrimenti è sicuro che vi chiederanno di andarci quando non è possibile.

Ciò che fa la differenza è senza dubbio il dare la possibilità al bimbo di muoversi appena è possibile (ossia quando il segnale delle cinture si spegne) e sperare di avere dei compagni di viaggio che non siano disturbati dal loro muoversi, parlare, interagire…Un viaggio magari di ore seduti per dei piccoli è una vera tortura!

Generalmente le hostess sono molto affabili e ci è capitato che il nostro secondogenito venisse quasi “rapito” e portato a vedere la cabina di pilotaggio mentre noi ci accomodavamo con calma; da lì è uscito dopo un buon quarto d’ora con una caramella per lui e la sorella! E come al solito enjoy your trip, perché se siete tranquilli voi, loro lo saranno di sicuro!