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Viaggiare con i bimbi: le gite fuori porta.

Ci siamo sposati abbastanza giovani, senza nemmeno aspettare due anni di coppia e con solo qualche mese sporadico di convivenza. Eppure avevamo già fatto un paio di traslochi, almeno tre viaggi lunghi e innumerevoli gite fuori porta. La prima volta che abbiamo potuto essere noi, da soli, senza dover rendere conto a nessuno è stato prorprio durante un viaggio, in Norvegia.

Non ho mai avuto dubbi che l’arrivo dei figli non avrebbe cambiato minimamente la nostra voglia di scoprire il mondo ed è per questo che li abbiamo voluti da subito, anche se mia madre non faceva altro che ripetermi “Aspetta!! Viaggia nel frattempo” come se con i figli tutto sarebbe finito.

E invece tutto è continuato, in modo diverso, ma sempre con la voglia di scoprire il mondo, meglio ancora usando gli occhi puri di un bambino. Abbiamo iniziato con Parigi, quando Serena aveva 5 mesi ed è forse lì che è stato concepito Jacopo. Abbiamo continuato con Spagna, La Maddalena in tre e mezzo (ossia con il pancione di una quasi bismamma), poi in quattro con Zanzibar, Seychelles, Caraibi, nonchè due traslochi, di cui uno all’estero, e una miriade di gite fuori porta.

Qualcosa, ma solo qualcosa, in questi quasi quattro anni, l’ho imparata e siccome amo dare, come amo ricevere, così come ho ricevuto, do mettendo a  disposizione di tutti i miei trucchetti salvavita per chi passasse tra le mie pagine. Alcuni sono stati dettati dall’esperienza diretta, altri sono stati suggeriti, altri, moltissimi a dire il vero, sono stati letti nelle guide cartacee o online.

Partiamo dalle cose semplici, ossia una gita fuori porta, di qualche ora o qualche giorno. Ci sono molte cose che dipendono dall’età del bambino, ad esempio se utilizza o meno il pannolino, se è svezzato, se si allatta o si usa il biberon, ma alcune regole sono imprescindibili.

Regola numero uno: portarsi il cambio, sempre, anche se decidete di uscire un’ora, anche se il vostro bimbo ha già cinque anni e il pannolino non lo usa più da un secolo, c’è sempre una pozzanghera in attesa, il fratello o l’amico che versa l’acqua addosso (successo domenica e la grande si è trovata con indosso la maglietta del papà perchè non avevamo previsto il cambio completo) o qualche cibo che inevitabilmente sporcherà tutti…anche voi!!

Regola numero due: che ci sia sempre un gioco per intrattenerli, una matita e un foglietto per disegnare, un pupazzetto per distrarli da un pianto improvviso (soprattutto se piccolini), un cracker per fargli perdere quei cinque minuti che vi servono per parlare con qualcuno, fare la coda per i biglietti, aspettare al ristorante…la noia e i capricci da noia sono sempre pronti per rovinarvi la giornata.

Regola numero tre: qualsiasi cosa succeda ricordatevi che c’è sempre di peggio, quindi rilassatevi anche perchè più voi siete rilassati più lo saranno anche loro.

Anche il menù di un ristorante diventa interessante agli occhi di un bambino!

Anche il menù di un ristorante diventa interessante agli occhi di un bambino!

Detto ciò l’organizzazione di una gita fuori porta può essere organizzata in anticipo come lasciata al caso; soprattutto con l’arrivo dei bambini ho deciso che organizzare le cose al secondo vuol dire solo mettersi davanti a un fallimento perchè con loro gli imprevisti sono fatti quotidiani.

Certo è che se decidete di stare via la notte un minimo vi dovete organizzare. Se si tratta di una notte sola, io prediligo i b&b: un letto e la colazione assicurata per me significano già un viaggio per metà riuscito! Inoltre i b&b sono sempre molto accomodanti con i bambini (almeno che non scegliate uno di quelli super charme per coppie innamorate…), sarà facile trovare un lettino, qualche gioco o una colazione tutta speciale per loro.

Con i ristoranti si va un po’ alla cieca, soprattutto in Italia, perchè non tutti sono attrezzati, quindi il mio consiglio è di farvi regalare o comprare i rialzi da sedia, che tra parentesi noi usiamo anche in casa visto che non occupano tutto lo spazio di un seggiolone, e di tenerli sempre in macchina, accanto al vasino, perchè ai bambini scappa la pipì sempre quando non c’è possibilità di sosta, sapevatelo! Se il vostro bimbo è sui tre anni potete utilizzare i seggiolini dell’auto, quelli che sono appunto solo dei rialzi, anche per il ristorante.

Una delle paure maggiori dei genitori quando viaggiono con i figli riguarda il cibo, come farli mangiare, cosa, quando. Noi abbiamo fatto una scelta a monte, facendo uno svezzamento non classico, ossia lasciando che il bimbo esplori il mondo del cibo senza proporre pappette o sostituti, quindi per noi è stato molto semplice e non ci siamo mai portato pappe in giro perchè qualcosa si riusciva sempre a fargli mangiare. Ed essendo entrambi allattati fino ai tredici mesi, c’era sempre la soluzione latte di mamma. Se nel vostro caso non allattate o seguite uno svezzamento classico con le pappette è tutta una questione di organizzarsi con gli orari o con l’attrezzatura adeguata.

Con i figli più grandi magari inappetenti penso che non ci si debba preoccupare quando si parla di gite brevi, in quanto ci possono essere due validi scenari: mangia perchè incuriosito, perchè in vacanza la routine è diversa, perchè vede mangiare altri bimbi, perchè è contento o per chissà quale arcano motivo; oppure non mangia e quindi si sfamerà di solo pane (sicuro quello lo mangia!), non succede niente per una volta, non limitate la vostra voglia di scoprire solo per questo. Imparerà anche lui, sbocconcellerà qualcosa, si incuriosirà, vedrà voi contenti e rilassati e lo sarà anche lui. Poi, al ritorno a casa, se ha fame preparategli il piatto che solitamente non mangia, con la fame lo finirà di sicuro! 😉

Qualcosa di interessante da sgranocchiare lo si trova sempre!!

Qualcosa di interessante da sgranocchiare lo si trova sempre!!

Cercate sempre di organizzare delle gite che possano essere interessanti per voi e per loro, non sperate che il bimbo vi segua in un museo di quadri e a un ristorante super chic senza battere ciglio, nè tantomeno limitatevi a luoghi o ristoranti a misura di bimbo. Io sono per la parità, quindi magari facciamo che la mattina siete più riposati e quindi potete seguirci in qualche posto noioso, però poi andiamo in una fattoria o in un agriturismo così potete scorrazzare e divertirvi un po’ anche voi; oppure la mattina scatenatevi al parco, ma a pranzo cercate di stare seduti tranquilli mentre mangiamo. Credo che così si è tutti soddisfatti e soprattutto si impara il rispetto per i gusti degli altri.

Se i bimbi sono ancora piccoli, sfruttate i momenti di siesta per gli spostamenti o per rilassarvi anche voi, mentre più grandi sono, più sarà facile coinvolgerli in qualche attività, che sia magari la lettura dei pannelli esplicatevi o la ricerca di qualcosa in particolare.

Per i bimbi piccoli io suggerisco sempre l’utilizzo di fasce, mei tai o marsupi ergonomici perchè i bimbi li adorano, stanno in braccio a voi, guardano in giro, dormono e voi potete fare i vostri giri in pace. Il passeggino è sicuramente utile fino a due anni e mezzo, più che altro per farli dormire, per cambiarli o per far sì che si riposino, dopo però sono dell’idea che i bimbi possano tranquillamente camminare, sempre che non decidiate di fare del trekking che duri ore! E comunque provateci, perchè vi potrebbe piacevolmente stupire in questo senso, del resto sono giovani e forti e potreste addirittura dover faticare a star dietro alla loro energia.

Ma al di là di tutta l’organizzazione e le buone intenzioni, io c’è sempre una cosa che dimentico: la bottiglietta d’acqua! Ebbene sì, il basilare! Che si vada al parco sotto casa o in giro per una passeggiata i miei figli sembrano sempre che stiano in mezzo al deserto e vogliono bere, bere, bere e io ovviamente non ho mai con me l’acqua! Come vedete seppur con l’esperienza c’è sempre qualcosa che potete dimenticare o può andare storto, ciò non toglie che, alla fine, una giornata fuori casa tutti insieme è sempre un’esperienza incredibile!