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Parigi gastronomica: L’affineur affiné e BOCO

Una grande città ha sempre molto da offrire se si parla di cibo: ristoranti etnici, ristoranti costosi, ristoranti per turisti, ristoranti di nicchia, grandi catene, ristoranti tipici…insomma non si ha che l’imbarazzo della scelta. Se poi la grande città in questione è Parigi e la coppia, che si accinge a passarci 4 giorni, degli appassionati in materia tutto è detto.

Abbiamo organizzato parecchio di questi 4 giorni, volevamo vedere il Louvre e il museo d’Orsay, che nel nostro precedente viaggio avevamo deciso di saltare perché nana-muniti, ma soprattutto immergerci il più possibile nei bistrot gastronomique, senza però far piangere troppo il nostro portafoglio.

Per le colazioni è stato facile, viviamo in Francia da quasi un anno e sappiamo che un pain au chocolat ci soddisfa più di qualsiasi altra cosa e in ogni angolo di Parigi ci si imbatte in una boulangerie dove incontrarlo appena tirato fuori dal forno.

Le cene sono state ben programmate, la mia metà ha passato svariate settimane a scandagliare siti internet per poi somministrarmi una lista di circa dieci ristoranti, tutti bistrot gastronomique di livello medio-alto, da cui abbiamo estrapolato i tre che più ci sconfinferavano.

Il pranzo invece è stato un po’ bistrattato, l’idea iniziale era di mangiare qualcosa di veloce e poco costoso, ma purtroppo (o per fortuna) in questi anni ci siamo abituati bene o forse stiamo semplicemente invecchiando, sta di fatto che non saremmo riusciti a mangiare fast/junk food per  tre giorni di seguito.

In realtà la mia metà aveva dato un’occhiata anche a locali più semplici ed economici rispetto ai bistrot gastronomique, ma dove comunque trovare qualche piatto che invogliasse le nostre papille gustative. A questo abbiamo unito l’aiuto di internet, che ormai ci segue dappertutto, e siamo riusciti ad organizzare già a destinazione anche un paio di pranzi come si deve. Vi voglio parlare in particolare di due locali: L’affineur affiné e BOCO.

Il primo era uno di quei locali scovati dal maritozzo nelle sue navigate su internet e che, fortuna ha voluto, fosse proprio a pochi passi dal nostro alloggio. È stato il nostro primo pasto in terra parigina per questo weekend cultural-gastronomico in coppia. Piccolo e informale, si capisce subito che non lo si può proprio chiamare ristorante, L’affineur affiné infatti è innanzitutto una fromagerie a cui solo successivamente sono stati aggiunti i pochi tavoli presenti. La prima cosa che ti accoglie entrando è e un bel bancone di formaggi e un armadio con piccole chicche gourmand, poi ci sono i tavoli e  un piccolo angolo cottura dove vengono preparati e scaldati i semplici piatti dai sapori ricercati che vengono proposti. L’idea è di una carte du jour con pochi piatti, leggeri, adatti a un pranzo veloce, dove ovviamente il formaggio la fa da padrone, utilizzando prodotti di stagione e abbinandoli in modo non scontati. A questo si aggiunge una carta dei vini curata, con anche vini al bicchiere, dove la preferenza è per quelli provenienti da agricoltura biologica.

Il nostro pranzo a L'affineur affinè

Il nostro pranzo a L’affineur affinè

È stato una piacevole sorpresa, sia ritrovarcelo così a pochi passi dal nostro alloggio, sia per il pranzo in sé. Piatto del giorno, vari assiette di formaggi, abbinamenti ricercati, vini interessanti anche al bicchiere, prezzi decisamente abbordabili, un ambiente giovane e la possibilità di comprare formaggi e altre chiccerie gastronomiche…è decisamente il nostro tipo di locale. Noi, che siamo propensi al cambiamento continuo per poter così provare qualche nuova esperienza, eravamo molto tentati di tornarci il giorno seguente o la domenica per il brunch, che a quanto pare è molto di moda a Parigi, visto che ogni bar, bistrot o ristorante lo proponeva.

Invece abbiamo optato per il cambiamento e abbiamo deciso di provare l’interessante idea di BOCO, un ristorante “rapide” (il francese di fast), ma con ricette particolari, create da grandi chef con ingredienti prettamente bio. Funziona più o meno così: arrivi, scegli dai frigo i vasetti che ti attirano, vai alla cassa, ordini qualche succo o centrifugato, prendi il pane, ti fai scaldare il vasetto se è da scaldare, sennò ti siedi con il tuo vassoio o ti porti via il tuo pranzo. Devo dire che all’inizio sono rimasta un pochino basita e sti vasetti mi sembravano tanto pappe pronte per bambini, ma ora quello che ricordo è il mio fantastico dessert – crema di sesamo nero e crumble di pistacchi – e la varietà di ricette proposte. Un’idea davvero originale se sommiamo anche il servizio d’asporto, grazie al quale  ti vengono portati a casa o in ufficio i piatti che scegli direttamente su internet, in una scatola molto comoda e con tutto il necessario per mangiare (prodotti compostabili o fatti con materiali riciclati). Un fast food, se vogliamo, ma con healthy and gourmand food, mica male no?

Le carinissime cocotte di BOCO – fonte grazia.fr

L’idea era di provare anche uno dei tanti bar a salade, nella capitale francese ne stanno nascendo come funghi, ma l’unica giornata rimasta era la domenica e qui in Francia si sa la domenica è tutto chiuso, se escludiamo le zone prettamente turistiche. Quindi non si può che aspettare il prossimo viaggio nella capitale della gastronomia, questa volta organizzando per bene anche i pranzi!