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L’Islanda on the road con tre bambini

Due giorni fa siamo rientrati da uno dei viaggi più incredibili fatti in questi anni di nomadismo, non solo per la meta, quasi mitica, che è l’Islanda, ma anche per il fatto di essere stato il nostro primo viaggio a cinque e il primo vero on the road con spostamenti praticamente giornalieri fatto con i nostri figli (uscite brevi con il camper a parte).

L’organizzazione di questo viaggio è iniziato mesi fa, ancora prima che nascesse il nostro terzogenito ed è stato da me pianificato interamente da casa per quanto riguarda alloggi, viaggio e spostamenti. Il motivo di questa attenta pianificazione non è solo dovuta al fatto di viaggiare con tre bambini così piccoli (5 anni, 3 anni e 8 mesi), ma anche al cercare di rosicare il più possibile eurini, perché l’Islanda è cara si sa, ma con qualche accortezza è un viaggio possibile che regala moltissime emozioni.

Inoltre il sapere già tappe e spostamenti aiuta molto i bambini, sempre alla ricerca di conferme e punti fermi; per loro è stato infatti essenziale sapere cosa avremmo fatto il giorno, la mattina o il pomeriggio seguente, li rendeva decisamente più tranquilli.

L'emozione di vedere un geyser è stata per tutti molto forte.

L’emozione di vedere un geyser è stata per tutti molto forte.

Tappa per tappa avevo poi studiato, guida alla mano, tutto quello che sarebbe stato interessante sia per noi, che per loro; pensando di aver esagerato e che non saremmo riusciti a fare tutto, mi sono poi dovuta ricredere e alla fine abbiamo saltato solo una gita all’isola Flatey (causa maltempo) e una fattoria medievale mal segnalata e, in più, che si trovava in una strada non asfaltata.

Le ore di viaggio (massimo 3/4 ore al giorno) erano previste il più possibile durante i momenti di siesta e sempre allietate da cd di musica per bambini che avevo portato con noi.  Ci sono stati momenti difficili in macchina, soprattutto dovuti alla monotonia di alcuni tratti di strada e con il secondo che difficilmente si abbandona alle braccia di Morfeo, ma siamo sopravvissuti.

Tipica siesta pomeridiana...

Tipica siesta pomeridiana…

L’Islanda poi è una nazione molto attenta ai piccoli: non solo menù dedicati e seggioloni, ma entrate gratuite dappertutto sotto almeno i 6 anni (se non di più), posti per cambio pannolino praticamente ovunque, giochi in ogni ristorante o bar, zone dedicate, seggioloni e ciotole nelle docce di tutte le piscine che abbiamo visitato, nonché braccioli e giochi a disposizione (e contate che i bambini entrano gratis!). Un’attenzione del genere non solo fa piacere, ma aiuta notevolmente in un viaggio come questo.

Se si vuole risparmiare, oltre a prenotare il prima possibile, ci si deve adattare ad alloggi con bagno e cucina in comune (che comunque ci sono costati da un minimo di 100€ a un massimo di 200€ al giorno) e magari abbandonare l’idea del ristorante ogni giorno. Noi, come immagino si capisca dal sito, amiamo moltissimo provare la cucina locale e quindi non siamo riusciti ad azzerare totalmente questa spesa, ma volendo ci si può preparare sempre da mangiare scegliendo alloggi con cucina e/o adattandosi ai fast food che si trovano facilmente in ogni pompa di benzina. La spesa ristoranti è una voce che incide abbastanza nel budget, ma a noi non sono sembrati prezzi esagerati arrivando dalla Francia.

C’è una possibilità interessante di alloggiare negli ostelli che si trovano in tutta l’isola e che spesso hanno camere da 4 al costo di circa 120€ a cui bisogna aggiungere anche il costo delle lenzuola a meno che non vi portiate il sacco a pelo; se decidete di utilizzare almeno un paio di ostelli come base (cosa che io consiglio fortemente, in quanto a pulizia, praticità e qualità generale)  fate la card membership HI per la quale avrete diritto a un piccolo sconto, come avrete uno sconto per i bambini al di sotto dei cinque anni, mentre se dormono insieme ai genitori sono gratis.

Il nostro cottage sul mare nell'ostello di Saeberg

Il nostro cottage sul mare nell’ostello di Saeberg

Con tre bimbi al seguito sotto i cinque anni abbiamo abbandonato l’idea di visitare l’interno e i fiordi occidentali, quindi questo tipo di viaggio è fattibilissimo con una macchina non 4×4 (anche uscendo dal ring 1, tutt’al più si trovano strade non asfaltate, ma niente di improponibile) il che significa risparmiare non poco. Se poi si vuole comunque provare l’ebrezza di fare qualche escursione interna, molte sono le agenzie che le propongono (ma non ho idea dei prezzi).

Per quanto riguarda i bagagli, utilizzando la low cost islandese WOWair avevamo diritto a un trolley da 10kg ciascuno +  borsa/porta computer/porta telecamera o simili e il piccolo aveva diritto a un bagaglio da 5kg. Dovendo portare vestiti invernali e doppie scarpe (servite quasi per tutti, solo io sono rimasta indenne dal cambio obbligato causa acqua o fango) non riuscivamo a starci dentro e abbiamo imbarcato una valigia. Ho contato circa 4 cambi per ciascuno di pantaloni lunghi, maglietta e felpa, nonché qualche maglietta manica lunga (praticamente mai usate, solo quando abbiamo fatto l’escursione in barca per l’avvistamento balene) sperando poi di trovare lavatrici+asciugatrici nei vari alloggi (cosa non così scontata come può sembrare, lavate appena potete tutto, molti alloggi non avevano l’asciugatrice e una volta ho dovuto pagare perché mi facesse il bucato la signora che ci ospitava). Visto il tempo piuttosto imprevedibile (abbiamo toccato un minimo di 8° con pioggia a un massimo di 18°) ho previsto giacche impermeabili antivento, scarpe  resistenti, e là abbiamo comprato un ombrellino per proteggere il piccolo, che portavamo in giro con un marsupio ergonomico nelle camminate o con il passeggino nei paesi. No a giacconi pesanti, meglio una felpa più pesante sotto perché il cambio clima alle volte è velocissimo e il giaccone pesante può non essere così comodo (anche se esce il sole una giacca leggera si può comunque tenere addosso aperta, un giaccone invernale rischia di far solo schiattare di caldo!).

La passeggiata a Thingvellir è un must to do anche con il maltempo!

L’itinerario che abbiamo organizzato prevedeva 15 giorni di giro intorno all’isola partendo da Keflavik in senso antiorario, con arrivo finale a Reykjavik dove abbiamo lasciato la macchina e trascorso gli ultimi tre giorni con tanto di partecipazione di mio marito alla semi maratona e dei bimbi alla kids marathon! Per vedere le maggiori attrazione è più che sufficiente senza fare grosse corse e lasciando il tempo di ricaricare le batterie ai bimbi in parchi giochi o nelle piscine di cui ogni paesino è provvisto.

Una meta che se si è un minimo organizzati si può quindi pensare di fare anche in presenza di bambini piuttosto piccoli, per noi è stata una magnifica esperienza per tutti, nessuno escluso ed ognuno per motivi diversi!