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La Maison du cacao

In Guadeloupe abbiamo visitato un piccolo museo, situato in una vecchia regione di piantagioni di cacao, che ci ha fatto conoscere non solo la storia, ma anche i metodi con cui ora e nel passato veniva sfruttato l’albero del cacao.

Nata nel XVII secolo in Guadeloupe, la coltura del cacao in realtà è già radicata da più di due millenni nelle popolazione dell’America centrale e meridionale, che gli attribuisono un’origine divina. Il suo nome infatti significa “nutrimento degli dei” ed è proprio dalla divinità della vegetazione che i precolobiani imparano a coltivare l’albero del cacao. Questa pianta arriva ad essere talmente preziosa che le fave di cacao (i semi che si ritrovano dentro al frutto) diventano addirittura moneta di scambio, si poteva per esempio comprare un coniglio per 10 fave o uno schiavo per 100; in questo modo quindi le varie popolazioni americane dell’epoca precolombiana hanno potuto interagire tra loro socialmente ed economicamente, al punto che si è venuti a conoscenza anche di contraffazioni e truffe, come il riempimento dei gusci vuoti con fango.

Il primo contatto che gli europei hanno con il cacao è tramite Cristoforo Colombo che ricevette in dono i semi di questa pianta nel suo quarto viaggio nell’isola di Guanaja (Honduras), anche se arriverà in Europa a metà Cinquecento, quando alcuni nobili Maya furono portati in visita a Filippo di Spagna e gli offrirono una bevanda scura pastosa proveniente dai semi di cacao. La consumazione di cioccolato e cacao non tarderà a prendere piede anche in Europa, ma da noi verrà gustato con molto più zucchero e molti più aromi rispetto a come lo utilizzavano i precolombiani.

Il museo spiega tramite un percorso pedagogico e dei pannelli esplicativi, con cui potrete rendere partecipi pure i bimbi più piccoli e scalmanati, non solo la storia, ma anche come poi il cacao veniva e viene tuttora sfruttato, come avviene la raccolta, la tostatura, la macerazione, nonchè quali sono i nemici di questa pianta e qual è il tipo di pianta più fruttuoso, il tutto passeggiando in un piccolo giardino tropicale, all’ombra di alberi di cacao, palme e alberi del frutto del pane.

Alla fine di questo percorso, divertente anche per i miei piccoli, che scorrazzavano nel giardino alla ricerca delle “cabosse”, il frutto all’interno del quale si trovano le fave e che, curiosamente, cresce sul tronco dell’albero, c’è la possibilità di fare una degustazione guidata farcita di tantissime informazioni. Normalmente le spiegazioni vengono fatte in francese, ma credo sia possibile ascoltarle anche in inglese.

In ogni caso merita fermarsi anche solo per la degustazione senza capire un accidenti della spiegazione, perchè è sicuramente questa la parte migliore della visita che vi farà senz’altro pesare molto meno i 7 euro d’entrata al museo (3 euro per i bambini). Si comincia dall’assaggio delle fave, tostate e non, per passare dal cioccolato 100% puro cacao a tutti gli altri cioccolati (99%, 90%, 80% e così via), fino a quelli arricchiti con zenzero, caffè, peperoncino e molti altri gusti, per terminare con la bevanda azteca, quella che si chiama appunto cioccolata (ma niente ha a che spartire con la nostra cioccolata calda), e il liquore al cacao. Anche il burro di cacao viene fatto provare e ovviamente tutti questi prodotti, fatti a mano da un maestro cioccolatiere, si possono trovare alla piccola boutique del museo.

Qualche piccolo ricordo…che però non è arrivato a destinazione!

 

Io, oltre a qualche tavoletta di cioccolato che non ha nemmeno visto l’aereo di ritorno, ho comprato la pasta di cacao con cui voglio provare a fare i cioccolatini, la frolla e il fondant au chocolat (si trovano alcune ricette anche nel sito del museo). Comunque, sia in Guadeloupe che in Martinique, si può trovare la massa di cacao a varie pezzature e con prezzi accettabili (tipo 4 euro per 200g se non ricordo male) in quasi tutti i mercati di paese.

Dopo quest’immersione nel mondo del cacao e del cioccolato mi è venuta voglia di sperimentare, anche se io non sono una grandissima appassionata di cioccolato. Per ora ho fatto alcuni esperimenti con il burro di cacao che avevo già in casa, mescolandolo in egual misura con del cacao in polvere e  miele (un cucchiaio per 50g di burro di cacao e quindi 50g di cacao in polvere) e provando a fare anche il cioccolato bianco (che non è altro che burro di cacao, zucchero ed aromi) arricchito di farina di cocco e pinoli.

In realtà con una buona tavoletta di cioccolato fondente potete crearvi dei simpatici cioccolatini usando qualche decorazione e degli stampini appositi. Un anno a Natale, insieme ai biscotti, ho fatto anche dei cioccolatini che ho poi postato sul blog, questi hanno le foto passo passo, questi altri invece sono senza foto.

Comunque se passate da quelle parti e potete concedervi un’oretta, la visita a questo museo è da me assolutamente consigliata; la Maison du cacao di trova a Pointe Noire, ben segnalata sulla strada tra Desahies e Bouillante. Se invece state leggendo a diverse migliaia di chilomentri di distanza, sul sito internet (http://www.maisonducacao.fr/index.php) c’è la possibilità di comprare alcuni dei prodotti che fabbricano senza  spese di spedizione per la Francia, mentre per gli altri paesi bisogna contattare il museo.