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Curry

Sono sempre stata un’amante delle spezie, il loro profumo per me apre un mondo di sensazioni e fotografie mentali di viaggi fatti o che desidero fare, il loro gusto mi permette di giocare con i sapori, rendendo differente ogni piatto e abbassando notevolmente le quantità di sale. Con un marito marinaio poi ogni volta mi ritrovo con una miscela di spezie diversa da provare, da annusare, da assaporare.

In Italia è molto conosciuto il curry, anche se in realtà questa parola designa più cose, non solo la miscela indiana di spezie tostate e pestate al mortaio che tutti conoscono e che, se vogliamo essere precisi, prende il nome di masala. La formazione classica di questa miscela comprende innazitutto curcuma, una radice che non dona tanto gusto quanto il tipico colore ocra, pepe nero, coriandolo, cannella, cumino, zafferano, a cui poi possono essere aggiunti zenzero, chiodi di garofano, peperoncino, fieno greco e/o la corteccia della noce moscata (macis); a seconda della composizione quindi si potrà avere un curry più o meno piccante. In India, patria di questa miscela che viene chiamata masala (miscela appunto), le varietà sono quasi infinite, anche se i più famosi sono sicuramente il garam masala (tipico del nord, dove garam sta per caldo)e il tandoori masala (utilizzato per una cottura nei forni tipici e dallo spiccato colore rosso).

In realtà la parola che noi usiamo per questa miscela deriva dall’indiano “cari” una parola che indica sia un albero tropicale, che un particolare piatto di carne, pesce o verdure stufate e insaporati da un mix di spezie. Gli inglesi, che commercializzarono per primi questa miscela, la chiamarono per praticità curry powder, ossia polvere di curry.

Infine curry è anche la parola impiegata per tutte le miscele di spezie in uso nel sud-est asiatico. Questa espansione è avvenuta principalmente grazie agli inglesi, da sempre innamorati di questa miscela di spezie (tanto da far diventare nel 2001 il pollo tikka masala piatto nazionale inglese!) e che quindi l’hanno esportata chiedendo alla popolazione di preparare piccoli sacchettini di spezie da poter portare in patria o in giro con loro sulle navi, prima di allora non esisteva questo mix predeterminato, ma tutto veniva fatto sul momento a seconda del gusto che si voleva dare.

Ma dopo tutto questo papirozzo semi storico, come si usa il masala in cucina?

Essendo un saporitore, il masala può essere aggiunto a vostra discrezione su carne, pesce, verdure, nelle creme o vellutate, nell’impasto di pane, pasta brisèe, pasta sfoglia, o, se volete osare, in lievi quantità nei dolci al posto della cannella. Dovete solo decidere quanto amate il suo sapore e cosa vi piacerebbe insaporire. Cercate di amalgamarlo per bene, agli ingredienti secchi come la farina o ai liquidi come panna, latte di cocco, olio per avere uniformità nel gusto.

Curry e paprika, colore e gusto

 

A me piace moltissimo con il pollo tagliato a cubetti, fatto rosolare con un cucchiaino d’olio e poi finito di cuocere a fuoco lento con della panna o del latte di cocco (in questa pagina la ricetta passo-passo); allo stesso modo si può pensare di preparare del pesce (in questa ricetta ho usato il merluzzo) o i gamberetti (qui il mio primo tentativo di preparare un curry è proprio con i gamberetti), tutti piatti che, accompagnati da del riso basmati, non solo vi faranno viaggiare in posti esotici e lontani, ma che sono anche sani ed equilibrati.

Un altro modo di utilizzare questa polverina magica che mi ha dato molte soddisfazioni è aggiungendolo alla panatura delle fettine di maiale: in questa ricetta la panatura è stata fatta con farina di polenta a cui ho mescolato il masala, mentre in quest’altra l’ho usato nella marinatura con lo yogurt bianco, ma può essere anche aggiunto al pan grattato.

Trovo che dia un gusto fantastico anche alle morbide vellutate invernali come questa crema di pollo e patate, inoltre vorrei provarlo aggiungendolo alla farina nella preparazione della pasta brisèe.

Insomma a seconda della fantasia, il curry può essere davvero un ottimo alleato in cucina, oltre che per la salute, viste le sue innumerevoli proprietà: digestive, antinfiammatorie, antiossidanti e addirittura antitumorali. Pare poi abbia effetti benefici contro le malattie cardiovascolari, neurodegenerative, alcune malattie del sangue, il diabete e sia un valido aiuto contro batteri e infezioni.

E voi, avete qualche interessante idea su come utilizzare questa miscela di sapori esotici?