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Cavoli…non a merenda!

Quest’inverno è stato all’insegna di zucche e cavoli. Vi ho già parlato in questo articolo delle zucche che ci siamo trovati nei vari panieri, quindi oggi vorrei spaziare sui cavoli.

Quello più comune da queste parti (sud della Francia) è il chou commun, quello che per noi è il cavolo verza e che in famiglia amiamo semplicemente stufato con, eventualmente, dei dadini di pancetta per insaporirlo. Le sue foglie ricce mantengono bene la cottura e sono spesso utilizzate per creare degli involtini, anche se la ricetta più comune lo prevede nelle zuppe o nelle minestre come la ribollita.

Allo stesso modo può essere consumato il cavolo nero, una varietà molto rinamonata in Italia, che solo negli utlimi anni è “emigrato” anche nelle cucine estere grazie alle sue qualità di gusto e salubrità.

In Italia è forse più in auge il cavolfiore, con cui si possono inventare davvero moltissime ricette. Per un periodo ad esempio andava di moda nel web la cauliflower pizza, che sono riuscita a provare anche davanti a un indignato marito salernitano, sia nella versione con il cavolfiore crudo, che in quella dove viene cotto e ben privato dell’acqua (più lunga la seconda ma decisamente migliore). Restando sul “esotico” il cavolfiore può essere tritato e usato come fosse bulgur in un taboulè oppure semplicemente com’è tradizione siciliana condendoci la pasta, ricetta che personalmente adoro!

In uno dei panieri ci sono arrivati anche dei cavoli rapa. Ne abbiamo sgranocchiato qualche pezzettino a crudo, abbiamo provato a gratinarlo, ma alla fine il suo gusto, per noi troppo forte, mi ha portato ad utilizzarlo in ricette da svuota frigo o, meglio ancora, nel ragù di verdure, la mia salvezza quando non ho tempo, visto che ne faccio quantità astronomiche che poi invasetto e tengo in dispensa.

Da brava friulana dovrei invece snocciolarvi mitiche ricette alpine con il cavolo cappuccio, ma in realtà non è tra i miei preferiti e l’unica volta che me lo sono ritrovato nel paniere l’ho fatto un po’ in insalata e un po’ è finito nel ragù di verdure insieme al cavolo rapa.

Più interessante invece il cavolo viola, o rosso che dir si voglia, sia per il suo colore acceso, che dona ai piatti un aspetto particolare e involglia i più piccoli ad assaggiarlo. sia per le ricette che lo prevedono affianco alla salsiccia come godurioso condimento di pasta o riso.

Infine mai trovati nel paniere, ma spesso comprati  a parte perchè li adoro, sono i broccoli, di cui uso tutto pure gambi e foglie (semplicemente bolliti con una patate e frullati da servire come vellutata o in forma di sformatini, oppure per una quiche particolare). In Francia si trovano, in stagione, solo broccoli provenienti dall’Italia, tanto per sottolineare come qui non sia un ortaggio preso in considerazione, mentre io lo trovo davvero molto versatile, tanto che ho collezionato diverse ricette.

Infine non si può non parlare dei simpaticcisimi cavoletti di Bruxelles, noi li facciamo bolliti e poi passati in padella per renderli un po’ più croccanti, ma ci sono davvero molti modi per gustarli, soprattutto se si amano le salsine.

La categoria cavoli è senza dubbio abbastanza bistrattata, soprattutti i bambini sembrano detestarli, ma secondo me è anche questione di come vengono presentati; di sicuro i cavoli bolliti non rientrano tra i miei piatti preferiti, ma si possono utilizzare in così tante ricette che dubito non se ne riesca a trovare una che piaccia a tutti.