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Bosnia e Croazia in camper

In estate abbiamo spesso la fortuna di poter avere un mese intero per viaggiare; quest’anno abbiamo dovuto incastrare alcuni impegni con amici in Francia e poi ci sono rimasti circa 20 giorni da utilizzare per scoprire qualche zona nuova. Dovendo fare tappa in Friuli per recuperare nonna e nipote e avendo voglia di mare, la Croazia era sicuramente la scelta più ovvia, a cui però abbiamo voluto aggiungere la Bosnia. Inizialmente la Bosnia doveva prenderci solo 3/4 giorni, ma abbiamo scoperto essere davvero magnifica e ci siamo rimasti per ben 8 giorni! Il resto poi è servito per Zagabria e la Dalmazia centro-meridionale.

Queste zone non sono facilissime da girare con il camper: in Croazia la legge vieta di dormire fuori da zone private, esse siano campeggi, autokamp o parcheggi privati. Se si dorme fuori da queste zone, nel migliore dei casi si rischia che qualche poliziotto ti venga a bussare nel cuore della notte per farti andare via, nel peggiore multe piuttosto salate. Detto questo, in alcune zone non troppo turistiche noi ci abbiamo provato senza nessuna conseguenza, una volta con il beneplacito di un poliziotto che ha detto “potrebbe esserci l’1% di possibilità che venga a bussarvi”, poi abbiamo anche visto dei parcheggi a pagamento dove era possibile starci 24 h (il parcheggio dell’ospedale di Dubrovnik o al porto di Orebic) probabilmente perché privati. In ogni caso, qualsiasi cosa si decida di scegliere, i prezzi sono piuttosto alti e spesso i servizi basici, come lo scarico acque, non sono presenti.

Il nostro mastodonte nella minuscola isola di Korcula

In Bosnia invece non ho ben capito se la legge sia come quella croata, di sicuro i bosniaci sono molto più gentili e tendono ad aiutarti di più rispetto ai loro cugini croati, di contro però non sono abituati a questo tipo di turismo e le strutture sono poche e spartane.

Prima di partire avevo letto che, soprattutto in Croazia, era quasi indispensabile prenotare, invece noi non avendo un piano preciso decidevamo la tappa giorno per giorno, telefonavamo quindi alle strutture della zona per sapere il prezzo e se erano accessibili ad un camper di 7 metri (non sempre è stato possibile), infine prenotavamo; non abbiamo mai trovato pieno pur avendo viaggiato nella seconda quindicina di agosto.

Il bolide sulle montagne che dividono la Bosnia con la Croazia meridionale

Non abbiamo mai trovato una zona solo di carico/scarico acque, tutt’al più è possibile ricaricare le bombole di gas in diverse pompe di benzina (quelle un po’ più grandi) e provare a chiedere a qualche campeggio se, pagando, si possa usufruire di quel servizio; noi ci abbiamo provato una volta, da una parte ci hanno detto di no, mentre al successivo campeggio, uno di quelli enormi, super attrezzati e costosissimi, ce l’hanno fatto fare gratuitamente!

Comunque, anche se non troppo agevolmente, siamo riusciti a goderci la nostra lunga vacanza on the road tra Bosnia e Croazia e, pur con dei prezzi di campeggi e autokamp piuttosto cari (abbiamo speso anche 45€  per una notte in 3 adulti e 3 bambini), si risparmia moltissimo facendo la spesa o anche mangiando al ristorante, soprattutto in Bosnia che ha prezzi davvero irrisori in generale, entrata delle attrazioni comprese. Questi paesi hanno zone davvero molto belle, alcune ancora non troppe affollate, è un vero peccato che ancora non si siano aperti al turismo a quattro ruote.